Quella che sembra una chiesa isolata vicino al piccolo cimitero di Castellengo nasconde un interessante ciclo di affreschi risalenti tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500, opera del pittore Daniele De Bosis (e ai suoi figli) – attivo alla fine del XV secolo soprattutto nel novarese e biellese, raffiguranti storie di Maria e Gesù, oltre a figure di santi e di profeti.
In concomitanza con la visita al paese di Rive Vercellese si è approfittato fare un giro per le risaie del circondario, ambiente che in questo periodo mi ricorda tanto le saline di Trapani, quando andavo a fare foto di avifauna. Ovviamente in questo contesto per fare delle belle foto sarebbe necessario un capanno, appostarsi molto presto, cercare un luogo adatto, ecc., cosa che attualmente non ho possibilità di fare. Ciononostante sono venute alcune foto interessanti, anche ad altri abitanti delle risaie.
Una rana del genere Pelophylax, di cui si sentiva il continuo gracidare. (Nikon d7500, ob. AF-P Nikkor 70-300mm 4,5-5,6)
Una delle tante rondini. (Nikon d7500, ob. AF-P Nikkor 70-300mm 4,5-5,6)
Gli onnipresenti Ibis, una delle tante (purtroppo) specie aliene che hanno colonizzato le risaie. (Nikon d7500, ob. AF-P Nikkor 70-300mm 4,5-5,6)
La comunità di Rive Vercellese, piccolissimo centro nel bel mezzo delle risaie della provincia di Vercelli, ha pensato bene di valorizzare il paese chiamando artisti di tutto il mondo per realizzare decine di murales che hanno come tema la risorsa principale del territorio: le risaie e i loro abitanti, sia umani che animali.
Le ultime foto sono state realizzate con una Nikon F801 in combinazione con uno zoom Nikkor 28-85 mm f:3,5-4,5, che offre una buona escursione focale nelle più comuni occasioni. A questa fotocamera ho abbinato una pellicola Kodacolor 100, versione prodotta dalla fabbrica principale della Kodak e distribuita in proprio. Non so se la pellicola sia un emulsione nuova o no, ma la cosa interessante è la grana molto fine e una buona gestione sia dei colori che dell’esposizione. La pellicola è stata convertita in positivo in proprio, riproducendola in digitale mediante obiettivo macro e trasformando da negativo a positivo sfruttando vari software, ma alla fine trovando un buon sistema di cui parlerò più in dettaglio in seguito.
La NIkon F801 è stata una delle fotocamere che più desideravo all’inizio degli anni ’90, ma all’epoca costava molto più del mio budget. Adesso ne ho trovate non una ma… due! Ad un prezzo variabile tra i 55 e i 70 euro. Ovviamente perfettamente funzionanti. La fotocamera della foto ha inoltre in dotazione un dorso multifunzione che consente non solo di inserire la data (il calendario supporta anche il 2026, erano lungimiranti all’epoca…) ma anche di effettuare lunghe esposizioni e il bracketing. Unico neo, il peso elevato di questa accoppiata, che finisce per stancare se utilizzato per un lungo periodo.
L’obiettivo 28-85 è coevo del corpo macchina ma può essere usato anche sulle reflex digitali NIkon con motore autofocus, come i corpi full-frame o quelli APS-c come la D7100, la D7200, la D7500 e la D500. Per una recensione più approfondita rimando all’articolo presente su JuzaPhoto: Nikon AF 28-85mm f/3.5-4.5 : Caratteristiche e Opinioni | JuzaPhoto
Ecco alcune foto appena “positivizzate” da negativo colore: questa volta si tratta di una emulsione già esistente ma poco conosciuta, rimarchiata dalla Kodak col nome di Kodacolor 100. Essendo solo da 100 ISO ha una grana molto fine, visibile solo ad alti ingrandimenti. Per l’occasione è stata usata una nuova combinazione: la Nikon F801 già utilizzata in precedenza accoppiata con un obiettivo zoom tuttofare ma di buona qualità: il 28-85mm f:3,5-4,5, a cui dedicherò un approfondimento successivamente. Non disponendo di certi… blasonati software, invertire il negativo colore e produrre dei colori coerenti non è facile. Il metodo che ho usato questa volta sembra garantire un buon controllo dei parametri ma è piuttosto laborioso, quindi sono alla ricerca di un metodo più veloce. Nel frattempo ecco alcune immagini.
Animali al pascolo nelle vicinanze di Occhieppo Superiore (BI)Graglia (BI)Panorama di Biella dalla ruota panoramica
Il fatto che io faccia foto in pellicola non vuol dire che non le faccia in digitale, tutt’altro. Le foto ricordo, quelle che faccio come still-life o soggetti difficili come gli animali, o buona parte delle foto di viaggio le faccio in digitale. Tuttavia in molte occasioni preferisco l’analogico: del resto quando ho iniziato, nel 1991, c’era solo quello… Ma sappiamo tutti che scattare in pellicola ha un costo: per ridurre il più possibile le spese ho iniziato a sviluppare da me le pellicole in bianco e nero, mentre quelle a colori ormai le faccio solo sviluppare, dato che le scansioni fatte dal laboratorio sia come formato che come qualità, considerato il prezzo, sono piuttosto deludenti…
Quindi ho iniziato ad acquisirle da me. Con uno scanner? No, con un obiettivo macro (nel mio caso il Sigma 105mm f 2,8) e un sistema composto da tubi, illuminatore ed adattatori che consente di fotografare in digitale un qualsiasi fotogramma 35mm, che sia bianco-nero, colore negativo o diapositiva. Successivamente sarà possibile trasformare in positivo il fotogramma acquisito in negativo.
Una volta avuto il file si piò stampare sia in casa con una stampante sia per mezzo di un laboratorio o un servizio online.
Periodicamente vado a fare un po’ di foto agli uccelli presenti al lago di Viverone. In attesa che inizi la nidificazione, ecco alcune presenze fisse:
Uno dei cigni reali: sta iniziando il periodo riproduttivo…Svasso maggioreSvasso maggioreUna delle tantissime folaghe, molto confidentiCormorano in volo